
La Sagra Musicale Umbra è uno dei Festival musicali più antichi d’Italia e dal 1937 promuove l’esecuzione di musiche sacre e di composizioni dal forte valore spirituale.

Ma per fortuna è una notte di luna
Sagra Musicale Umbra 2024 6-20 settembre
L’idea che guida la Sagra 2024 è quella della Notte, il luogo del silenzio dove i suoni trovano la loro culla naturale.
Il buio della notte è per noi molte cose insieme: il giorno che si spegne, il tempo del riposo, la sorgente dei sogni, la metafora della morte, il ritorno al grembo materno, il punto dove tutto è nulla, oltre ad un importante elemento spirituale legato al tema della resurrezione. Da sempre i musicisti hanno fatto delle tenebre una fonte inesauribile di ispirazione, e non è certo un caso che in sala da concerto il raccoglimento dell’ascolto cominci dal rito di abbassare le luci, a simulare la nera lastra d’ardesia su cui l’interprete disegna il proprio mondo sonoro.
Ecco quindi un’antologia di spunti notturni, a cominciare dagli echi lunari del titolo, che fanno riferimento alla produzione più ambiziosa del festival: La Bohème di Giacomo Puccini, con cui la Sagra onora il centenario della scomparsa del grande lucchese e torna dopo molti anni ad occuparsi di teatro musicale. La formula che adopereremo è quella di un’Operacorto, il formato ideato dal tenore Gianluca Terranova, che collaborerà alla formazione di due giovani cast e che sovrintenderà alla regia. Si tratta di una pocket-opera semiscenica arricchita dalle scenografie di Giacomo Cossio e preceduta da preziosi seminari introduttivi che contribuiranno a fare di questo capolavoro anche uno strumento di divulgazione.
Un capitolo importante sarà poi quello del notturno pianistico, fortunatissimo genere in cui la tastiera diviene il luogo eletto del raccoglimento e della dimensione intimistica del Romanticismo. Tappa obbligata è il notturno chopiniano, affiancato a pagine in cui la notte assume le tinte oniriche del Gaspard de la nuit di Ravel o del Clair de lune di Debussy, passando per le visioni di Schumann, Liszt e Sciarrino. Mozart stesso fu autore di numerose musiche di ispirazione notturna, come la celeberrima Eine kleine Nachtmusik o le numerose serenate, in cui magistralmente l’autore gioca con generi d’intrattenimento per nascondervi tratti sublimi. Il notturno talvolta trasmigra dal pianoforte alla dimensione cameristica, ad esempio nel celebrato Quartetto n. 2 di Borodin o nell’Adagio D. 897 di Schubert, originariamente progettato come movimento lento del Trio Op. 99 e poi pubblicato isolatamente con il titolo appunto di “Notturno”. Immancabile cornice della Sagra Musicale Umbra è la rassegna che raccoglie i più attivi cori perugini intorno ad un progetto comune che si rivolgerà al tema del canto sacro legato ai riti della notte e della luce, terminando in un unico abbraccio corale dove tutti i complessi canteranno insieme.
L’apertura della Sagra è invece un sontuoso progetto sacro che alterna le musiche di alcuni dei più importanti compositori operanti nella Basilica veneziana di San Marco: Claudio Monteverdi e Giovanni Gabrieli.
Molti ancora gli appuntamenti di altra natura, come il mistico rito del Sama, in cui i dervisci rotanti materializzano l’estasi nella danza-preghiera al suono della musica Sufi, l’appuntamento a Deruta dove si rende onore al più importante musicista e teorico derutese, Girolamo Diruta, autore del Transilvano, i molti incontri tra la musica e la bellezza storico paesaggistica dell’Umbria che si svolgeranno a Villa Valvitiano, a Montefalco, Sangemini, Scheggino, e momenti musicali e culturali presso l’Università per Stranieri di Perugia.
Enrico Bronzi
Direttore Artistico
Fondazione Perugia Musica Classica Onlus
Sagra Musicale Umbra
La 79 esima edizione della Sagra Musicale Umbra, che nata nel 1937 è uno dei festival italiani più antichi. Nella tradizione, che vuole questo appuntamento come occasione per ascoltare musiche a forte impronta di ricerca spirituale, in luoghi speciali della nostra meravigliosa Umbria, che uniscono fascino alla emozione.
Ma anche nella innovazione perché in questa edizione, grazie alla generosa disponibilità del Maestro Terranova, avremo la possibilità di ascoltare la grande Opera italiana, che è stata riconosciuta come patrimonio dell’Umanità, attraverso un format, che può arrivare anche ad un pubblico più esteso e meno esperto.
Si conferma un festival umbro: Perugia, Deruta, Montefalco, San Gemini, Todi, Scheggino e anche in luoghi meno tradizionali: in carcere, nelle case di riposo e con i malati del Progetto Alzheimer.
Continuala la proficua collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Perugia, con cui realizziamo il Concorso per il Manifesto, che ci mette in difficoltà nella scelta, data l’alta qualità delle proposte.
Un invito alla musica, una ricerca di armonia, che speriamo possa essere anche interiore.
Anna Calabro
Presidente Fondazione Perugia Musica Classica
